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Un paio di mutande nuove può fare la felicità
Idee fertili
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2016
L'Impavida ha aspettato un anno intero, ha lasciato che passassero 365 giorni per smaltire i postumi di un anno difficile da digerire come il kebab alle 3 di notte.
La nostra ha dovuto resistere a molte tentazioni negli ultimi mesi, non da ultimo al fare una campagna di comunicazione di verità circa le trame da soap opera di serie B che le sue povere orecchie stanche hanno dovuto ascoltare.
Solo un appunto, piccolo e destinato all'oblio: 
la nostra perdona anche l'imperdonabile, ma non dimentica.
Poiché però è bene trasformare le amarezze in amore, approfitta di questo autonomo spazio pubblico, dove non esistono ridicole e ipocrite limitazioni di privacy, per ringraziare quelle persone che negli ultimi mesi l'hanno aiutata.
Quelle persone, custodi di segreti dolorosi e pazienti ricucitrici di un cuore in pezzi che non batteva più, meritano riconoscenza piena ed eterna.
Alle altre persone, quelle che hanno deciso di camminarci sui pezzi, la nostra dedica comunque un pensiero, ma per pudore non ne svela per ora la natura.


Tesoro, l'ho risolto l'anagramma
anzi per meglio dire è stato lui decifrandosi da sé
un agosto a ridere



permalink | inviato da CherieApeRegina il 1/9/2016 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Navigante infinita
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2015
“Aiuto, sto cambiando!” disse il ghiaccio
“Sto diventando acqua, come faccio?
Ci sono gocce, non ci sono io!”

Ma il sole disse: “Calma i tuoi pensieri,
il mondo cambia, sono i raggi miei
Tu tieniti ben stretto a ciò che eri
E poi lasciati andare a ciò che sei

Quel ghiaccio diventò un fiume d'argento
Non ebbe più paura di cambiare
E un giorno disse “Il sale che io sento
Mi dice che sto diventando mare
E mare sia. Perché ho capito, adesso
Non cambio in qualcos'altro ma in me stesso”.

La filastrocca dei mutamenti





permalink | inviato da CherieApeRegina il 1/9/2015 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Questione di peso
post pubblicato in Diario, il 6 maggio 2015

L'Impavida è convinta:
nel doppio-mento 
si annida il male del mondo.







permalink | inviato da CherieApeRegina il 6/5/2015 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Proclami a rendere
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2015
Quelli che "Sei troppo intelligente per...". 
Ecco.
Non permetterò più a nessuno di fare affidamento sulla mia intelligenza.




Per lo più
uso cieli stellati
per tenermi informato.    



permalink | inviato da CherieApeRegina il 19/1/2015 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
E tutto si arroventa e tutto fuma
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2014
C'è adrenalina nell'aria 
Carne fresca che gira 
Polvere sulla strada 
E gente che se la tira 
E a tocchi a tocchi una campana suona 
Per i gabbiani che calano sulla Magliana 
E spunta il sole sui terrazzi della Tiburtina 
E tutto si arroventa e tutto fuma 
Per le strade di Roma 

Ci sono facce nuove 
E lingue da imparare 
Vino da bere subito 
E pane da non buttare 
E musica che arriva da chissà dove 
E donne da guardare 
Posti dove nascondersi e case da occupare 
Che sono arrivati i Turchi all'Argentina 
E c'è chi arriva presto e chi è arrivato prima 
Per le strade di Roma 

E c'è un tempo per vendere 
E un tempo per amare 
E c'è uno stile di vita 
E un certo modo di non sembrare 
Quando la notte scende 
E il buio diventa brina 
E uomini ed animali cambiano zona 
Lucciole sulla Salaria e zoccole in via Frattina 
E tutto si consuma e tutto si combina 
Per le strade di Roma 

E a tocchi a tocchi una campana suona 
Per i ragazzi che escono dalla scuola 
E sognano di fare il politico o l'attore 
E guardano il presente senza stupore 
Ed il futuro intanto passa e non perdona 
E gira come un ladro 
Per le strade di Roma



permalink | inviato da CherieApeRegina il 12/12/2014 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Prestigiose madamine
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2014
Un tempo gli unici mitomani a pensare di avere qualcosa di vagamente rilevante da dire, senza per questo essere pagati, eravamo noi blogger.

Nerd, sociopatici, megalomani ed egocentrici
convinti
che la propria opinione potesse interessare a qualcuno. 

Escluse le persone di indiscutibile valore, noi altri ci abbiamo messo più di dieci anni a capire che, se i nostri pareri fossero stati realmente interessanti, ci avrebbero remunerato per esprimerli.
Eravamo già oltre l'autoanalisi quando l'abbiamo realizzato.
Eppure non ce ne facevamo una ragione.

Com'era possibile che i nostri arguti post non venissero considerati al pari di un fondo del più insulso redattore sottopagato?
Fortunatamente poi sono arrivati i social network e le pattuglie dei mitomani con manie di grandezza si sono rimpinguate.
Noi altri ci siamo sentiti di nuovo parte di un mondo parallelo,
di nuovo in compagnia, per la serie "felicità, ti ho perso ieri e oggi ti ritrovo qua".

Si è quindi sempre di più confusa la convinzione di avere opinioni rilevanti da esprimere.
Status non richiesti,
check in in locali più o meno alla moda,
note politiche e polemiche in cui taggare amici più o meno famosi.
Amici più o meno famosi che si palesano quasi solo con amici altrettanto-più-o-meno-famosi, come per dare piccoli segnali di reciproco prestigio e riconoscimento.
Un po' come quando nei cortili della scuola i fighetti parlavano coi fighetti, ma ogni tanto riservavano un saluto anche alla plebe.

La patologia di alcune aspiranti social star sì misura anche attraverso improbabili battibecchi a distanza in cui i mitomani più coraggiosi, con ben 5000 friends!, se la sentono di replicare (ma senza menzionarli mai direttamente: hai visto mai nella vita) a personaggi realmente famosi o, peggiore delle ipotesi, a persone con capacità analitiche e linguistiche effettivamente al di sopra della media. 
La cricca in certi momenti diventa quindi tutto.
Che tu abbia scritto senza virgole, "o voglia di te" o semplici banalità, quello che conta è che la cricca ti sostenga perché conosce la tua profondità/sensibilità/preparazione culturale.
Nothing else matters.
Nella speranza di contro-ricevere un like o un retwitt si è disposti a dire che tolstoj è un dilettante, che un autoscatto contro la prostituzione in Brasile è "importante" e comprovante la sensibilità estrema del ritwittato che a sua volta sta provando a compiacere l'ego di qualcun altro ancora.
Pensateci. Dove andremo a finire?

Inoltre. 

Ah no, un attimo.
Ci ripenso.
Ho appena notato che Pietrangelo Buttafuoco ha iniziato a seguirmi su Twitter e poiché credo di avere le potenzialità della madamina*, mi rimangio tutto quello che finora ho scritto e mi cerco subito una casa al Rione Monti.


Giro come un disco
Non mi fermo mai


*In un magistrale giro di parole Buttafuoco ha ironizzato su alcuni nuovi volti della tv, con neanche troppo sottile sarcasmo.


Aggiornamento in corso
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2014
"Ti devi aggiornare!" 1/5. 

Ed è subito Claudio villa contro Gaber, subito Modugno contro De André. "Ti devi aggiornare" fa subito venire in mente gli scontri generazionali, quelli tra scarpe basse e stivali, tra le gonne ampie degli anni cinquanta e le minigonne ribelli di Patty Pravo.
A ciascuno il suo, facciamocene una ragione.

"Ti devo aggiornare!" 2/5. Tipico della Posta del cuore. Dai un bacio a qualcuno? Tra poco gli smartphone avranno il sensore automatico e manderanno all'amica di turno il fatidico "ti devo aggiornare".
Improbabili fidanzamenti sono nati anche grazie a messaggi come questo.

Ma gli aggiornamenti sono come le persone: hanno in sé una molteplicità di sfaccettature.

Esiste l'aspetto drammatico, ormai molto diffuso.
"Devo aggiornare il telefono" 3/5. Si traduce immediatamente in una voce che ti avverte che, casomai non avessi provveduto a salvare sms, foto di una lunga storia d'amore, rimproveri, appuntamenti, note, potresti perdere tutto in un istante. 

C'è poi l'aspetto complottista.
"Aggiorniamoci più tardi" 4/5: perché non adesso? Perché rimanda? Perché non succede ora-subito-subitissimo? Farebbe impallidire anche il più grillino tra i grillini,
Eppure, chi non l'ha pensato almeno una volta?

5/5. Infine. Uber alles. Quinto in ordine di arrivo, ma fuori classifica per ragioni di merito e pathos c'è quella scritta: la più temuta, la più cattiva.
Quella per cui Apple continuerà a fatturare miliardi per le batterie da sostituire. Quella per cui presto, senza scomodare riti macabri o malavitosi, ci ritroveremo con i polpastrelli lisci senza più l'ombra di impronte digitali.

"Appena aggiornato". No mail all'orizzonte equivale a no aggiornamenti. Disfatta totale.

Quasi quasi mi tengo il vintage "Ti richiamo io" su cui, in fondo, si sono retti gli equilibri mentali di eserciti di donne e uomini.



Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine 
La notte le regala un'aria più complice 
Detesta il vuoto dei rumori della realtà
Accanto ai nostri fiori e al nostro vino
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2014
Questo post è una dichiarazione d'amore a tutti gli effetti.
Sedetevi dunque e leggete con attenzione.

Un 29 maggio di qualche anno fa ricevetti uno dei messaggi che più abbia mai appagato il mio ego: "spero tu scriva da qualche parte (finalmente avrei trovato l'antigramellini!). era dai tempi della soncini che non leggevo frasi così...".

Ero stata sopravvalutata, d'accordo, e se lo sapesse la citata Guia Soncini, diciamo la verità, forse procederebbe a denuncia subito, ma riconobbi l'originalità del complimento.
La Soncini è da sempre Lasoncini, più che una firma uno stile che tra mille si riconoscerebbe.

Da sempre, nell'ordine, la amo, la odio, la temo.
La amo perché è brutale.
La odio perché spesso, a causa dell'amata brutalità, ridicolizza i suoi fedeli lettori.
La temo. Anzi, l'ho temuta ieri. 29 maggio.

Il 29 maggio del messaggio di cui sopra. 

Ha scritto su twitter ieri e io, persa com'ero tra lavatrice, imessage e detersivo per parquet, incurante per un attimo del pericolo che avevo deciso di correre, le ho risposto.

Dopo poco il cellulare mi informa che "@lasoncini ti ha ritwittato".
Ed è stato subito panico, con tanto di tentazione a risposta multipla:

1) infilarmi io stessa nella lavatrice 
2) bere il detersivo per parquet
3) far perdere le mie tracce tra i campi del Tennessee.

In un attimo nella mia mente si sono palesate tutte le volte in cui ha definito i suoi follower "inattrezzati". 
L'ho amata comunque, sia chiaro, ma l'ho amata di quell'amore che ti fa prima chiedere a qualcuno di uscire e poi ti fa temere un tombale "No".

Ho fumato due sigarette in attesa di essere crocifissa. Invano giacché non l'ha fatto.

Soncini, senza sapere il perché del mio 29 maggio, you made my day.



Le stelle sono tante, milioni di milioni, 
la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida. 
Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte, 
con l'anima in riserva e il cuore che non parte. 

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permalink | inviato da CherieApeRegina il 30/5/2014 alle 13:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Maggio
post pubblicato in Diario, il 19 maggio 2014
Vedi cara,
sono sicura che da lì tu sappia già tutto.
Non c'è nulla che possa dirti che possa essere sfuggito al tuo sguardo, sempre attento, sempre complice.
Ti abbiamo chiesto tanto fino a oggi e ci hai dato puntualmente sempre più di quanto non meritassimo realmente.
Ora ti tocca un altro sforzo. Concentrati, so che puoi farlo.
E se proprio non volessi o non riuscissi, sono certa che ci sarà una spiegazione, sebbene la razionalità in questo momento, a tratti, non riesca a prendere il sopravvento.
Tu fai quello che vuoi, io per tutti ti prometto quello che posso.
E se qualcuno dovesse non riuscire a ripagarti, mi prendo l'impegno di farlo al quadrato, al cubo anche.

Non arrabbiarti, non serrare le labbra. 
Guardaci benevola e dacci la forza per essere forti.


Fresca era ll'aria, e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.



permalink | inviato da CherieApeRegina il 19/5/2014 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Solo se di amore vero si trattava
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2014
                               Ancora una volta l'impavida accende i riflettori non su di sé

TI AMO...SOLO QUANDO NON CI SEI!


Editoriale del 23 marzo 2014

Inizia sottilmente con un brivido dietro la schiena, un sorriso spezzato o una lacrima misteriosa.

 È l’altra faccia dell’amore, quella che compare quando l’altro non c’è e il respiro ci manca. Basta poco, tipo uscire la mattina e tornare la sera, per aprire una voragine nel cuore. Siamo progettati per attaccarci gli uni agli altri, come genitori, figli e amanti, in modo spasmodico, doloroso a volte, incomprensibile quasi sempre. Senza dipendenza non ci sarebbe amore e senza amore non ci sarebbe il senso di coppia, la famiglia, il gruppo. Non dobbiamo sottovalutare il dolore e la sofferenza per il distacco, reale o anche solo immaginato perché rappresentano, tanto quanto l’attaccamento, le basi della nostra struttura sociale. Nell’attesa del ritorno si vive di ricordi, di frammenti, persino di odori mentre si aspetta e si spera di essere corrisposti a distanza. Il tempo intanto passa e la dipendenza si diluisce, la separazione può diventare lutto, talvolta patologico. La costruzione e la rottura dei legami affettivi è come un impronta digitale, una caratteristica unica che condiziona tutta la nostra vita affettiva. Gengis Khan e Ulisse lasciarono le loro spose per decenni e si racconta che il loro reciproco amore divenne molto più forte degli anni che passavano. A volte invece basta la distanza del cuore e il legame se è fragile, liquido, si spezza, per comporsi di nuovo quando ci si rincontra, solo se di amore vero si trattava.

Luca Pani



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permalink | inviato da CherieApeRegina il 23/3/2014 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Sulla strada
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2014
Esci, musica, esci e fatti strada
Irradia, irridi, ridi
Musa!
Incanta, conta note, racconta storie
Mammole, lillà e tulipàn




Dorme l'olandesino
nel suo lettino piccino.

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Colibrì (R.C.)
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2014
Fai conto che io dica estate,
scriva la parola “colibrì”,
la metta in una busta,
la porti giù per la discesa
fino alla buca. Quando tu aprirai
la lettera, ti verranno in mente
quei giorni e quanto,
ma proprio tanto, ti amo.

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A futura memoria (se la memoria ha un futuro)
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2013
Leggere buoni libri, guardare film belli, circondarsi di bellezza.

Imparare, attingere, sporcarsi le mani di sentimenti altrui.

Bere tanto, mangiare estetica, senza dimenticarsi del brutto.

La fantasia assume ogni giorno forme nuove.
I canti si fanno familiari, i rumori fastidiosi solo a tratti.
Rubare scatti, prendere per imparare.

Ricordare di ricordarsi sempre che 
"Davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle".



"Ti amo per avermi aiutato a costruire la mia vita non come una taverna ma come un tempio.
Ti amo perché hai fatto così tanto per rendermi felice,
l’hai fatto senza una parola,
senza un tocco, senza un segno l’hai fatto solamente essendo ciò che sei,
forse in fondo è questo il significato dell’amore ed è per questo che io ti amo. 
Ti amo perché mai hai chiuso gli occhi sulle mie disarmonie".
Questione di
post pubblicato in Diario, il 22 novembre 2013
Age is an honor
It’s still not the truth

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Mi ritorni in mente
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2013

Ogni tanto l'Impavida concede la scena.

MI RITORNI IN MENTE


Editoriale del 20 ottobre 2013

Ti ricordi come ti batteva il cuore quando hai dato il primo bacio? Un’emozione infinita che si ripete più o meno uguale ad ogni primo bacio. Certo che ti ricordi. Come potresti dimenticarlo? Non puoi, neppure se volessi. Le emozioni sono cruciali perché la nostra memoria e il nostro pensiero funzionino in modo normale. Più forte è l’emozione che accompagna l’evento e meglio sarà impresso nella nostra memoria. Tutti coloro che hanno vissuto un’esperienza intensamente emotiva ricordano perfettamente dove si trovavano, cosa stavano facendo e persino come erano vestiti in quel momento. Noi ricordiamo molto bene le emozioni forti come la paura e il piacere intenso e lo facciamo, tra l’altro, in modo differente. Nel nostro cervello c’è una regione altamente specializzata preposta a ricordare tutte le emozioni, certamente anche per ragioni evoluzionistiche. I nostri antenati incapaci di ricordare il primo attacco di un predatore non sarebbero sopravvissuti a quello seguente.
La memoria di un evento è la conservazione di un ricordo in una catena di cellule nervose, ma esiste una memoria del colore, una del suono, una dell’immagine e così via, tutte separate tra loro. Lo stesso ricordo viene scomposto in diversi frammenti eppure sono tutte unite dall’associazione di migliaia di cellule che si accendono e si spengono in una coordinazione non sempre identica.
Le memorie olfattive sono tra le più forti che abbiamo, un profumo può evocare immagini ed emozioni inaspettate e far persino venire nuove idee.
Eppure le nostre decisioni, specie quelle più importanti, non sono mai basate solo sul freddo intelletto. Abbiamo bisogno di dare una connotazione affettiva alle nostre scelte. Gli individui innamorati, quelli cioè che passano dal sogno alla vita reale senza scosse, hanno una forza infinita. Possiedono cuore e mente ovvero i due pilastri intorno ai quali, in un modo o nell’altro, ruota la nostra vita.

Luca Pani, qui


You you make me feel like I am fun again 


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Dogana
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2013
La nostra ha appreso di avere una lettrice tanto assidua quanto fissa(ta).
Sorride, prova un po' di pena, le consiglia dieta ferrea e da qui la saluta.




permalink | inviato da CherieApeRegina il 2/10/2013 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
L'odi
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2013

E' tornato Re Giorgio

il Papa non è morto, 

Cirino
Pomicino impazza di nuovo nei talk show, 

Albano ha annunciato un ritorno sulle scene con Romina.

Mancava ancora qualcosa e l'Impavida lo sapeva.

Non voleva accontentarsi, 
sapeva che qualcosa le stava sfuggendo.

Poi l'illuminazione.

Il più grande spettacolo dopo il big bang
la nostra storia che non sa finire.

Ed è subito amore.

Forza
Italia.

Forza Italia è tornata, l'Impavida è sicura che sia un regalo per i suoi 30 anni.

Dopo lo sforzo inutile di Monti di salire in politica,

l'Impavida ha deciso di salire su tacchi nuovi e ancora più alti.

Da quassù si dà un bacio, si abbraccia e si fa gli auguri.

A ventiquattro ore dai suoi 30 anni, l'Impavida ha deciso di iniziare ad amarsi un po'.


Belli capelli, capelli neri, 
che t'ho aspettata tutta notte 
e tu chissà dov'eri, capelli lunghi 
che arrivavano fino al mare, 
belli capelli che nessuno li può tagliare. 
Buone notizie!
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2013
Via vai
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2013
L'Impavida,
 da adolescente e come quasi tutte le adolescenti,
ha nutrito profonda ammirazione per Jane Austen e per i suoi personaggi.
Emma, in particolare, ne aveva attirato l'attenzione.
Cuore impavido, Emma, degna di un pantheon, di una citazione, degna di rimanere mitologica.

Ancora oggi l'Impavida,
che da qualche anno non è più adolescente,
cita Jane Austen,
appunta riflessioni sugli scontrini del bar
e
si perde tra i ricordi di dialoghi maledettamente moderni.

Così, nuovamente alle prese con Facebook e con i Like più disparati,
si è imbattuta in un Like che non avrebbe voluto vedere.
Un Like a una foto profilo.
Brutta, tra l'altro.

Subito,
nel miglior spirito austeano,
le paranoie hanno avuto la meglio sulla povera Impavida che,
in preda a tragiche paturnie,
già immaginava scene di panico che neanche a Gotham City.

Questo perché la primordiale eroina, ha subito pensato l'Impavida,  
avrebbe detto che
"L'immaginazione delle donne è molto rapida:
balza in un attimo dall'ammirazione all'amore, dall'amore al matrimonio
".

Ed è subito afflizione, tormento.
Un mix mostruoso di supplizio e calamità da curare con dosi massicce di Aulin e Xanax.



I am still enchanted 
By the light you brought to me 
I listen through your ears 
Through your eyes I can see 

Unire i punti d'un tratto
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2013
Cari lettori,
voi mi stupite.

Ancora qua a leggere questo blog così vero da poter essere falso.
Ancora qua a inviarmi mail sibilline con cui cercate di capire il senso di una virgola o di una parentesi.

Cari lettori,
mi stupite e compiacete il mio ego, a tratti già abbastanza super.

E vi ringrazio, cari lettori.

Anche quei lettori che fan finta di non leggere questo piccolo blog, 
forse pensando di essere degni di Pirandello.

Soprattutto, però, ringrazio voi, care e affezionate lettrici.
Ringrazio, più di tutti, chi prova a emulare questo blog con maldestri copia-incolla.

Forse, care lettrici, non avete mai compreso bene quel che dice Einstein:  
"È difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità".
C'è chi c'ha
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2013
No, l'Impavida non può fare finta di non essere influenzata da Nanni Moretti.
Sarebbe scorretta, disonesta e lei, l'Impavida, cerca di non esserlo.
Nei limiti del possibile.
Da qualche giorno quindi le risuona nella testa:
"Senti, me n'ero dimenticato: che lavoro fai?
Be', mi interesso di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica... Leggo...
E concretamente?
Non so cosa vuoi dire.
Come non sai? Cioè: che lavoro fai?
Nulla di preciso.
Be', come campi?
Mah, te l'ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, faccio delle cose".
E poiché, quando le risuona qualcosa in testa, l'Impavida si ferma,
si fa domande e, mediamente, non si dà risposte,
oggi ha deciso di passare in rassegna alcune conoscenze.
Oggi che cosa facciamo quindi? 
Soprattutto, però, che fanno gli altri quando un'Impavida chiede "Che fai?"?
Fanno cose variegate, ovviamente.
Qualcuno, con invidiabile mestizia, ammette di essere mollemente seduto a un bar.
Qualcun altro, rimarcando bisogno di energia, si dice impegnato in estenuanti sedute di pilates.
C'è chi si dedica alla luce pulsata, chi al volontariato.
C'è chi sta ultimando la ristampa del proprio libro.
C'è chi è felice di essere stato scaricato, almeno su iTunes.
Poi, però, c'è chi. 
C'è chi canta. Sotto la doccia.
C'è chi suona. La batteria di pentole.
C'è chi scrive. Sì, c'è chi scrive. Su Facebook però.



E guarda l'amore che non ha commenti da fare. 
L'amore comunque che non ha paura del mare 
da attraversare? 
Io vado. Tu che fai?
post pubblicato in Diario, il 4 giugno 2013
"Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà".
Jane Austen aveva capito tutto.
Il senso del Like. Targato 1815.


Il pensiero come l'oceano 
Non lo puoi bloccare 
Non lo puoi recintare 
La creta è fragile e si rompe
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2013
Tocca rassegnarci.

L'Impavida ha capito che anche per gli apprezzamenti esiste
una classifica rigidissima che non prevede ripescaggi.

I like delle amiche valgono quanto il fante a Briscola.
Due punti due.
Pochissimo.
Se al like si aggiunge un commento comprensivo di punti esclamativi, il suo valore cala ancora. 

Il Cavallo vale 3 punti e sono i like degli amici, maschi sì ma amici veri,
quelli che ti hanno visto nei tuoi giorni peggiori.
Quegli amici maschi che sanno come sei senza fondotinta.
Quelli che ti hanno sentito dire "Lui non era come tutti gli altri",
sapendo benissimo che non era vero, ma che non è il caso di dirtelo.
Rischio spiegazione di ore sul perché "Lui era speciale".
Il valore di un loro like non ha molto più valore di un Fante, ma nel dubbio fa piacere e può generare strumentali gelosie in caso di catastrofe emotiva.

Il Re stranamente vale solo 4 punti.
Sono i like dei corteggiatori.
Rientrano nella categoria tutti i likers che, almeno una volta, ti hanno invitata a uscire.
Senza successo, ci riprovano facendosi vivi con un clic.
Non ci fai caso, ma aiutano l'autostima nei giorni difficili.

Il Tre vale 10 punti. Il numero perfetto equivale insomma alla maglia di Maradona.
Hai un fidanzato?
E' il tuo 10 punti.
Il tuo fidanzato ti piazza un like? 10 punti.
Prendi e porta a casa.
La storia forse finirà, ma il suo like sarà eterno
e ti ricorderà sempre che c'è stato un momento in cui ti ha trovato bellissima.

Poi però ci sono gli Assi.
Gli Assi valgono 11 punti, più dei Tre. Valgono più di tutti.
Sono i like degli Ex.
Non degli ex in senso lato però: sono i like della persona di cui siete ancora innamorate.
Un like dell'Ex porta con sé, nel migliore dei casi, la riflessione storica del
"si stava meglio quando si stava peggio",
ma se avviene inaspettatamente, a bruciapelo, si traduce in
"Accade in un'ora, quel che non avviene in mill'anni"

Fuori classifica?
La foto profilo senza like. Peggio che "Per te Miss Italia finisce qui".



E prendiamola tra le braccia questa vita danzante 
questi pezzi di amore caro 
quest'esistenza tremante 
La sottile linea
post pubblicato in Diario, il 22 maggio 2013
L'Impavida ha capito una cosa fondamentale.
Se ogni volta che legge una social-notizia perdesse qualche grammo
non avrebbe più bisogno 
di 
temere i carboidrati.

I social network: la nuova frontiera delle diete lampo.



Nobody said it was easy 
Mannaggia alla musica
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2013
Se scrivi, non è vero dolore, ho letto da qualche parte.
Ma se non scrivi, non capisci il tuo dolore.
E un giorno, come deve aver detto a Bersani la moglie, tutto questo dolore ti sarà utile.

In questo strano periodo, infatti, l'Impavida ha dovuto assistere alle dimissioni di un Papa e vedere crollare una delle poche certezze assolute grazie a cui sperava di sopravvivere:
"morto un Papa, se ne fa un altro".
Smentita questa formula, ben più convincente di quella altrettanto famosa del chiodo,
testata da intere generazioni di esseri umani e non, promossa da nonne, amici e vicini di casa,
ha dovuto fare pace non solo col fatto che
non necessariamente di Papa se ne fa un altro,
 ma
che ci sia il rischio che il Papa neanche muoia.

Come dire, sperava di aver visto tutto l'Impavida, al largo dei bastioni di Orione.

Invece Bersani, Renzi, Bindi, Orfini e compagni le hanno dato l'ennesimo colpo di grazia,
rubandole il sonno, la ragione.

Poi Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica
e l'Impavida si è subito aggiudicata il premio "Paranoia dell'Anno". 
L'Impavida infatti aveva capito, come tutti, che Lui non voleva;
si era detto indisponibile, diceva che non era più il caso, che bisognava cambiare.

Poi Giorgio ci ha pensato, lo hanno pregato,
devono averlo fatto in maniera convincente, evidentemente.

All'Impavida sta venendo il dubbio che Napolitano, dopo aver accettato, abbia pensato
"e quando io, senza capire, ho detto sì". 

E l'Impavida, asciugando l'ennesima lacrima da dolce venere di Rimmel,
si è chiesta
se allora non possa succedere di tutto.
Si è chiesta se le coincidenze esistano o se siano mere invenzioni.

Ché, si sa, se del senno di poi son piene le fosse,
per le coincidenze inutili non basterebbe il Cimitero di Ohlsdorf.
Per non parlare delle coincidenze musicali, scambiate per segni del destino,
interpretate come
 indicazioni divine, frecce lanciate da un Cupido nascosto tra i rami di un albero,
circondato da postmoderni tweet.
Insomma, l'Impavida si chiede se dopo tutto, non possa succedere tutto tutto tutto.
Quel tutto che includa 
- che lui ti chiami
- che lui ti dica che ti ama
- che lui ti dica "scendi, son qua".

Ma no, non può succedere. Perché  aprile, questo mese beffardo, questo aprile ormai lontano, che è più bastardo dell'estate, sta finendo e "io mi chiedo dove sono andate quelle piogge d' aprile. Io qui le aspetto, insieme a quel tutto tutto tutto, come uno schiaffo improvviso, come un gesto, un urlo o un umore sottile fino ad esserne intriso. Io chiedo che cadano ancora sul mio orizzonte angusto e avaro di queste voglie corsare, per darmi un'occasione ladra, un infinito o un ponte per ricominciare".



La stagione del tuo amore 
non è più la primavera 
ma nei giorni del tuo autunno 
hai la dolcezza della sera. 
Grande festa
post pubblicato in Diario, il 10 aprile 2013
L'Impavida,
in ritardo rispetto ai falchi della notizia,
ha finalmente elaborato una propria opinione su Giannino.
Povero Giannino, che cosa hai combinato
Con le tue bugie, i personaggi inventati, la tua storia dickensiana hai distrutto tutto.

Le bugie però, dolce Giannino, hanno le gambe corte
e
anche il bastone della vecchiaia in fondo ne è stato testimone.
Forse per questo lo hai eliminato, il bastone-testimone?

Ti ho sentito promettere grandezza
e
mostrare spessore da giunco, una volta scoperto.
Tu, però, rivoluzionario e ribelle Giannino,
avevi davvero capito come parlare al cuore, alla pancia delle persone.

Lo hai fatto nel modo più tradizionale:
millantando futuro, difficilmente realizzabile col tuo passato.
Purtroppo i nodi vengono al pettine, anche se di capelli ne hai pochi.
Forse vengono ai peli, i nodi.
Tuttavia non sono abbastanza folti, e tu non sei abbastanza forte,
per fare le trecce e lasciare la torre decorosamente.

Tranquillo, Giannino, non ce n'è bisogno.
La corte ti ha fatto uscire dalla porta, anche se con un calcio in culo.




E nonostante il cuore infranto 
da lontano ho voglia d'esser grato

 
piangiroma
post pubblicato in Diario, il 4 aprile 2013

Mentre Roma prepara il giaccio nel camparisoda

l'Impavida prepara una sorpresa per il suo mondo in cui un paio di mutande nuove può fare la felicità.

Fa qualche kilometro, inizia il conto alla rovescia

e
salva in bozze il suo impavido pensiero sull'attualità.
Lo pubblicherà tra poco, questione di ore.

Per celebrare l'alba di un nuovo giorno.



Respiro e scrivo                                                             

Like it actually
post pubblicato in Diario, il 7 marzo 2013
L'Impavida ha una social-passione sulla quale si pone da giorni un quesito.
Il fenomeno "mi piace
il confine, a esso correlato, tra l'apprezzamento e lo scherno.

"Mi piace": il modo più veloce e indolore di comunicare apprezzamento,
a volte su un contenuto, più spesso sulla persona che lo diffonde.

L'Impavida è rapita dal proliferare dei "Mi piace".
Il dito, razzo improvvisato, parte automatico; magari non si spinge a "condividere",
ma fa il lavoro sporco, il dito: comunica piacere, approvazione. 

L'Impavida poi guarda foto, sfocate, sovraesposte, sgranate. Brutte foto, insomma,
che si fanno  guardare
come i programmi televisivi cruenti
o
come le repliche di "C'eravamo tanto amati".
Tolto l'orrore iniziale, resta rapita a guardare.

Foto di Donne-evidentemente-brutte,
Donne-con-nasi-brutti,
Donne con le meches-nel-2013
e, le peggiori, 
Donne-con-l'attaccatura-dei-capelli-a-punta-e-nonostante-tutto-la-riga-centrale.
Le foto migliori, secondo l'impavido parere, sono quelle sfumate, scattate da lontano.
E oggi più che mai ha capito perché.
No, non si diffonde un certo tipo di foto perché
"anche se non si vede bene, mi ricorda una bella giornata",
ma perché è un quadro di lontananza ovvero perché, vedendolo da vicino, 
rischieresti di pensare che, a confronto, un water almeno serve a qualcosa.


Balla alla luce di mille sigarette e di una luna 
che ti illumina a giorno.
Mezze misure
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2013
Quanto pesi?
Quanto secondo te?
Secondo me?
Per te?
Quanto peso mi dai?
Sei dimagrita?
Non pensi che io pesi più di quanto pesi?
Sì, fidete.


Di battaglie perse ben lontano dall'artiglieria 
di proiettili sparati al cielo 
di parole scritte ad un destinatario andato via 
prima di averle ricevute 
di avventati duelli 
e di future città 
di ali di cera sciolte al sole 
di bugie per amore 
amori senza pietà 
e di mulini a vento 
può cantarti il sottoscritto
Fantasma
post pubblicato in Diario, il 14 febbraio 2013
C'è chi scrive la lettera a Babbo Natale. 
L'Impavida ora manda una mail a San Valentino.
Di protesta.



Arrivi e dici dolcemente 
Che vecchio stupido che sei 
Ed accarezzi con la mente 
Le rughe che ti regalai
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